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    Arte Video Roma Festival Final Tour Party Sala 1


    2010 - 12.14

    Centro d’Arti e Ricerche Multimediali Applicate

    presenta

    Arte Video Roma Festival Final Tour Party

     

    Sala 1

    Centro internazionale d’arte contemporanea

    13 Gennaio 2010 ore 18:00

    a cura di Veronica D’Auria

     

    Giovedì 13 gennaio avrà luogo presso il Centro internazionale d’arte contemporanea Sala 1 la seconda tappa dell’evento finale di Arte Video Roma Festival, rassegna internazionale di ricerca audiovisiva organizzata dal C.A.R.M.A.Centro d’Arti e Ricerche Multimediali Applicate. Il festival, che si è tenuto dal 25 al 27 giugno, ha lo scopo di diffondere le arti e le culture odierne attraverso la presentazione di opere accuratamente selezionate e la collaborazione attiva con altre realtà nazionali e internazionali (festival, case di produzione, curatori, critici, artisti,…).

    Le 44 opere in concorso sono state valutate da una giuria speciale, composta da autorevoli critici e artisti (Adriana Amodei, Andrea Balzola, Robert Cahen, Valentino Catricalà, Mariagrazia Costantino, Veronica D’Auria, Bruno Di Marino, Marco Maria Gazzano, Stefano Roveda, Mario Sasso e Enrico Tomaselli), che ha selezionato 14 lavori in tutto:

    10 opere di arte video proposte nelle 5 sezioni dedicate (“Magmart”, “Fish Eye”, “Arte Video”, “C.A.R.M.A.”, “Heure Exquise!”) e 4 opere videoinstallative proposte nel foyer sugli schermi della sezione/progetto “Ricicli Catodici”.

    A Sala 1 verranno esposte:

    Cinque opere finaliste

     

    Danilo Torre, Tre Addii; Igor Imhoff, PERCORSO 0009-0410; Marius Leneweit & Rocio Rodriguez, … NILAND1; Mauro Santini, Cosa che fugge; Debora Vrizzi, Red Carpet.

    Screening Gaza:

    Selezione di opere provenienti dal Gaza’s International Festival for Video Art, a cura di Enrico Tomaselli e Le Momo Electronique (Shareef Sarhan, Case search; Majed Shala, Headache; Shareef Sarhan, Zanaza; Basel El Maqusi, Al Salam Alukom).

    Una proposta diversificata per quanto concerne gli aspetti tecnico/formali e gli specifici linguaggi degli artisti ma sottesamente omogenea in alcuni fondamenti teorici e  attitudinali, che trovano la loro origine d’essere nella consapevolezza che vedere, udire, percepire altrimenti è un esercizio necessario per  ri-pensare, ri-formare, ri-fondare costantemente il mondo.

    Le opere finaliste saranno protagoniste di una serie esposizioni dislocate in spazi di prestigio della capitale in cui saranno proposti anche nuovi contenuti:

    8 – 14 dicembre, Galleria Gallerati – videoinstallazioni Ricicli Catodici;

    13 gennaio, Sala 1 – Centro internazionale d’arte contemporanea – 5 finalisti + Screening Gaza;

    20 – 28 gennaio, MLAC - Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università Sapienza di Roma – 10 opere finaliste + nuove opere degli artisti più votati;

    4 – 10 febbraio, Nuovo Cinema Aquila – 5 finalisti.

    In occasione della serata sarà allestito un Wine & Cocktail Bar.

    Sala 1

    Centro internazionale d’arte contemporanea

    Piazza di Porta San Giovanni n.10, Roma

    Orari: giovedì 18:00-23:00

    06 7008691, salauno@salauno.com, http://www.salauno.com/

    Arte Video Roma Festival

    C.A.R.M.A.- Centro d’Arti e Ricerche Multimediali Applicate

    ass.carma@gmail.com, http://carma.qblog.it

    Ufficio Stampa: Veronica D’Auria: +39 349 2304021, veronica.dauria@gmail.com

    OPERE FINALISTE IN MOSTRA :


    Igor Imhoff, PERCORSO #0009-0410

    Igor Imhoff

    (Italia) PERCORSO #000

    9-0410

    4′ 30”, 2010

    Come in tutti i suoi percorsi Imhoff costruisce atmosfere fiabesche indagando tra i sentieri incrociati  di mondi concentrici in cui un filo sottile trasporta la visione tra micro e macro, sviluppando così una suggestiva metafora di interdipendenza tra i diversi livelli dell’esistenza. In questo video si aggiunge un’estetica vagamente “pop/pulp” che dona una curiosa vena di odierno alle agli ambienti senza tempo a cui l’autore ci ha abituati.

    Per la raffinatezza grafica e l’abilità nella realizzazione di questo come degli altri suoi film, che risucchiano lo spettatore in un suggestivo universo stratificato nel quale, pur senza una narrazione precisa, è facile perdersi.

    Bruno Di Marino

    Marius Leneweit & Rocìo Rodrìguez, ...Niland1

    Marius Leneweit & Rocìo Rodrìguez (Germania, Venezuela/Germania)

    …Niland1

    13′ 11”, 2009

    …niland 1 è costruito sulla linea di divisione di acqua e aria, al ce

    ntro della quale si trova l’uomo, in un adattamento  dovuto all’innalzamento del livello del mare.

    …niland 1 costruisce paesaggi sul mare tra acqua e correnti tornado, una lotta per l’aria interrotta da un semplice innalzamento della superficie dell’acqua, che permette uno scintillio della sua linea di superficie. …niland 1 racconta irragionevolmente attraverso le immagini, ci fa immaginare eventi, persiste nella ricerca e rimane incerto.

    Claustrofobia sinestetica, si respira solo a tratti, la gravità è sospesa o invertita, di immagini siamo saturi fino al soffocamento, qui il diabolico procedimento è rovesciato a far esplodere l’ossigeno audiovisivo.

    Andrea Balzola

    Mauro Santini, Cosa che fugge 5', 2008

    Mauro Santini (Italia)

    Cosa che fugge

    5′, 2008

    Un corpo di donna diventa viaggio, paesaggio che scorre, il tempo segna e trasforma un volto: una vita passa, e fugge. Cosa che fugge nasce dalla stratificazione di più immagini che fondendosi danno vita ad un’immagine nuova; il suono è dato da più bande sonore dilatate che generano altro da ciò che sono singolarmente.

    Percezione come visione, figurazione come trasfigurazione, form

    a come metamorfosi, video come miraggio virtuale di un corpo femminile, corpo come paesaggio interiore dell’immaginazione, del desiderio, della mancanza. Stratificazioni sensuali di suoni.

    Andrea Balzola

    Danilo Torre, Tre addii, 16’ 29’’, 2008

    Danilo Torre (Italia)

    Tre addii

    16’ 29’’, 2008

    E’ un viaggio nel tempo alla ricerca di una dimensione spaziale nell’altrui memoria. I suoni e le immagini che si fondono in un unico flusso richiamano alla m

    ente momenti di vite vissute, ricordi, tutto ciò che è passato a cui non rimane altro che dire addio.

    Ricerca nell’archivio personale della memoria, che diventa paradigmatica pur nel suo schiudere ricordi personali e irripetibili. Forse il suo valore è assoluto, forse applicabile alle generazioni che si riconoscono nelle fogge dei vestiti, nei tagli di capelli ma soprattutto nella grana della pellicola e nei colori sbiaditi. La vita non è solo una questione di mode ma è anche tale, consapevolezza che ci rende ancora più transitori ma anche imperituri.

    Mariagrazia Costantino

    Debora Vrizzi, Red carpet, 3’, 2009

    Debora Vrizzi (Italia)

    Red carpet

    3’, 2009

    Ascesa e caduta di una star.

    Semplice eppur sofisticata crudeltà della passerella –tempio del nostro tempo –

    che digrada e degrada verso il nulla con elegante disinvoltura, vocazione al suicidio nello specchio della star, replica seriale di Narciso.

    Andrea Balzola